CEDERE IL CREDITO D'IMPOSTA

Chi acquisisce il credito d'imposta?

A fare gola per chi ha intenzione di migliorare l'efficienza energetica di casa (mediante cappotto termico o sostituzione di vecchi impianti di raffrescamento e riscaldamento con quelli nuovi) è soprattutto il superbonus che porta la detrazione delle spese al 110%.


Quali sono gli strumenti messi a disposizione dalle banche?

La prima possibilità per condomini e proprietari degli immobili è rivolgersi direttamente alla banca per usufruire del bonus, e cedere all'istituto il credito fiscale attivando una linea di finanziamento che poi andrà ad azzerarsi con la compravendita del credito da parte della banca stessa.


L'altra soluzione è ottenere dall'impresa edile che svolge i lavori lo sconto in fattura. In questo modo sarà l'impresa stessa ad attivare il credito o finanziamento con la banca, fino alla compensazione fra le due partite. In quest'ottica i principali istituti bancari mettono a disposizione linee di prestito personale per l'installazione di pannelli solari, nuovi infissi o moduli di edilizia ecocompatibile.


Le banche già operative e la comunicazione online al Fisco

Tra gli istituti bancari attivi sulla cessione del credito c'è UniCredit che ha annunciato il varo di un prestito personale "green" e uno speciale mutuo ipotecario con la causale della "sostenibilità energetica".


Anche Intesa Sanpaolo apre a questa modalità e segue lo stesso modello di UniCredit: attivazione di un finanziamento o un mutuo che poi va a totale compensazione ed estinzione con l'incasso del credito fiscale da parte dell'istituto.


I soggetti che scelgono la strada della cessione del credito sui lavori di efficientamento energetico di casa, devono darne comunicazione al Fisco, in cui trovano l'apposito modello da compilare messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate.


Chi riceve il credito di imposta può utilizzarlo con le stesse modalità con cui lo avrebbe usato il soggetto che lo ha ceduto (quindi fare una compensazione per mezzo di un F24 o assegnarlo da un altro soggetto entro il 31 dicembre). Trascorso questo termine, la quota non compensata non potrà essere richiesta né rimborsata negli anni successivi, o ulteriormente ceduta. 



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