Cessione del credito e "sconto in fattura": facciamo chiarezza?

Tutti ne parlano ma davvero pochi ne capiscono qualcosa, quindi facciamo subito chiarezza su due aspetti:

Quando si parla solitamente di “cessione del credito Ecobonus” non è detto che si parli di “sconto immediato in fattura” e quindi dell’art. 10 DL 34/2019 (“Decreto Crescita”); è probabile infatti che si parli della cessione del credito “tradizionale”,


tra virgolette in quanto il recente meccanismo dello “sconto in fattura” introdotto con il Decreto Crescita è figlio della cessione del credito introdotta con la legge 205/2017;

Con la cessione del credito “tradizionale” (Legge 205/2017) il cliente finale paga tutto l’intervento e successivamente può cedere il credito fiscale (da marzo dell’anno successivo alla spesa),


mentre con lo “sconto in fattura” (DL 34/2019) il cliente finale paga solo la differenza tra totale fatturato meno importo totale della detrazione fiscale spettante, quindi il fornitore incassa solo una parte della fattura mentre l’altra la recupera compensando imposte statali in 5 rate annuali: una bella differenza direi;


Interventi di adeguamento sismico"qualificati” e su acquisto di case antisismiche demolite e ricostruite da imprese di costruzioni.


Quindi non è possibile applicare il meccanismo dello “sconto in fattura” (art. 10 DL 34/2019) per interventi non qualificati di risparmio energetico come ad esempio: installazione impianti fotovoltaici, acquisto di climatizzatori, acquisto di generatori a biomassa.

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